Medioevo e medievalismi nell’opera di J. R. R. Tolkien
di Nicolò Maggio
Dettagli del corso
Il corso, strutturato in cinque lezioni, si propone, sulla scia del primo già svolto per Schola Palatina dal titolo Tolkien e il Medioevo, di mettere in luce, analizzare e approfondire alcuni temi focali e preponderanti dell’opera di J. R. R. Tolkien e le fonti medievali di riferimento dell’autore, sulle quali verrà gettata un’ulteriore luce. Nella creazione del suo universo immaginario il professore di Oxford si servì, analizzò e studiò un nutrito corpo di testimonianze letterarie, culturali, artistiche del Medioevo: obiettivo del corso sarà quello di evidenziare quei contenuti e quei temi dell’opera di Tolkien ispirati agli archetipi medievali che l’autore ha derivato, in larga misura, dall’epica nordica. La spada sacra, il binomio pagano-cristiano del Drago e del cavaliere, il cavaliere come portatore / rappresentante della Morte / Apocalisse, la dama del bosco, bella e pericolosa, la tradizione mistico-religiosa dei re taumaturghi. Sono questi i temi che verranno indagati nel corso di sei lezioni che qui si propone, unitamente al rapporto tra William Morris, padre del genere fantasy, e J. R. R. Tolkien.
Struttura del corso
Il corso sarà articolato in 5 lezioni di 1 ora e 30 minuti ciascuna. Le lezioni si svolgeranno dalle ore 21:00 alle 22:30.
La data di inizio del corso è il 1 luglio 2026.
Programma
QUANDO: 1 luglio 2026
ORARIO: 21:00 – 22:30
La prima lezione, La Spada sacra: dal cavaliere medievale all’eroe pagano-cristiano dell’opera di J. R. R. Tolkien, affronterà il tema della spada quale arma ma anche simbolo sacrale – cristiano all’interno dell’opera di Tolkien, in particolare ne Lo Hobbit e ne Il Signore degli Anelli, partendo dalla presa in esame dei modelli letterari e mitici di riferimento, quindi l’Excalibur del Ciclo arturiano, la Durlindana di Orlando dalle chanson de geste, la mitologica Gioiosa (o Altachiara) di Carlo Magno, la Spada di San Galgano, che condivide caratteristiche e simbologie con Excalibur e la Crocea Mors di Giulio Cesare come si nota dall’Historia Regnum Britanniae (XII sec.) e il Merlin di Robert de Boron (XIII sec.), o ancora Hrunting e Naegling di Beowlf, dall’omonimo poema dell’VIII secolo d. C. Si vedrà, quindi, come questi esempi letterari medievali abbiano ispirato e influenzato Tolkien nella creazione delle celebri spade dei suoi eroi: Orcrist la “Fendiorchi” di Thorin Scudodiquercia, Glamdring, la “Martella Nemici” di Gandalf, Pungolo di Bilbo e Frodo, Herugrim di Theoden, Narsil poi Anduril di Aragorn. Ci si concentrerà, quindi, sul valore simbolico, spirituale, letterario di dette armi e sulla loro funzione narrativa e metanarrativa all’interno dell’opera.
QUANDO: 8 luglio 2026
ORARIO: 21:00 – 22:30
La seconda lezione dal titolo La “bella dama senza pietà”: dai romance medievali a Tolkien attraverso il filtro dei Preraffaelliti sarà imperniata sull’analisi approfondita della figura simbolico-letteraria della dama “bella e pericolosa” dell’epica medievale e del Ciclo bretone, ovvero la donna tentatrice di biblica memoria, che si tramuta nella Morgana e in Nimue o nella bella castellana del Gawain and the Green Knight (XIV sec.), i cui antecedenti classici sono da rintracciare nell’Elena dell’epica omerica così come nelle divinità incantatrici Calipso e Circe dell’Odissea. Sono figure femminili bellissime, in grado di ostacolare o impedire il percorso iniziatico – cristiano dell’eroe cavaliere o dell’eroe – paladino, grazie alle loro doti intrinseche ed estrinseche: fascino, poteri magici, doti ammaliatrici. Dame che sono immerse nella Waste Land, il Bosco, luogo simbolico, di passaggio e perdizione per eccellenza, prova che il cavaliere deve superare per raggiungere il suo scopo sacro e ultimo. Tolkien riprende, rielaborandola, la figura femminile che seduce e ostacola il cavaliere nella letteratura medievale, pescando a piene mani dal complesso universo pittorico e narrativo dei Preraffaelliti di Dante Gabriele Rossetti e William Morris, che alla belle dame sans merci, hanno dedicato numerose opere d’arte e letterarie: Galadriel, Luthien, Arwen sono elfe ma anche immagine di donne immerse in boschi incantati, dotate di capacità sovrannaturali, la cui funzione è, però, ribaltata. Il corso metterà in luce come tali personaggi femminili svolgano una funzione cruciale nel percorso cristiano – iniziatico dell’eroe, nella sua crescita e nello sviluppo della sua quest.
QUANDO: 15 luglio 2026
ORARIO: 21:00 – 22:30
La terza lezione, Cavalieri neri. La Morte che cavalca nella Terra di Mezzo di Tolkien. Eziologia e fonti di riferimento, si incentrerà sulla figura del Cavaliere Nero nell’opera di Tolkien, ovvero i Nazgul e la Bocca di Sauron, e le loro fonti di riferimento, partendo dalle scarne notizie lasciate da Tolkien stesso nelle Lettere e in altri suoi scritti, e da alcune ipotesi dello scrivente: il Cavaliere Nero del Signore degli Anelli condivide capacità, simbologie, per certi versi aspetto, con i cavalieri dell’Apocalisse biblica e con la Morte in Trionfo delle celebri iconografie italiane, tedesche e francesi del Tardo Medioevo.
QUANDO: 22 luglio 2026
ORARIO: 21:00 – 22:30
Riprendendo, in parte, il tema della seconda lezione, la quarta affronterà la quaestio, non ancora dibattuta in Italia, dei parallelismi e delle connessioni tra William Morris (1834-1896), padre del genere fantasy, e J. R. R. Tolkien, che a lui si ispirò per la genesi del suo universum immaginario, presentando le opere di entrambi come esempi peculiari di medievalismo romantico e contemporaneo.
QUANDO: 29 luglio 2026
ORARIO: 21:00 – 22:30
La quinta lezione sarà, invece, dedicata al tema dei Re taumaturghi, ovvero la tradizione religiosa e popolare medievale – studiata approfonditamente da Marc Bloch – secondo la quale i sovrani dell’Europa medievale, in particolare i re Merovingi in Francia e i Plantageneti in Inghilterra, erano dotati di poteri curativi derivati da Dio: capacità miracolose attestanti la sacralità e la legittimità divina del sovrano a regnare nel corso del Basso Medioevo. Tolkien riprende pienamente questa cultura popolare, facendola confluire organicamente nel imaginarium: non più, tuttavia, un insieme di riti derivati dalla religiosità e dalle credenze popolari, ma vera capacità taumaturgica dei sovrani di Numenor e dei Dunedain in esilio nella Terra di Mezzo, attraverso la quale è possibile riconoscere il vero Re degli Uomini e la sua autorità superiore e sacra. Aragorn, Re Elessar, del Signore degli Anelli, è l’esempio più significativo e celebre, sul quale ci si concentrerà, mettendo in luce i suoi legami con i re-curatori dell’Occidente medievale.
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Al completamento del corso ciascun studente riceverà un attestato di partecipazione ufficiale di Schola Palatina.
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Docente
Dott. Nicolò Maggio
Nicolò Maggio (Messina 05/12/1992). Dottore di ricerca in "Scienze Umanistiche" (36 ciclo) presso l'Università degli Studi di Messina (DICAM). Tutor: prof.ssa Montesano Marina.
Studia il fenomeno dei medievalismi d'età romantica e risorgimentale, con particolare riferimento alla penisola italiana e alla Sicilia. Si occupa inoltre di storia della Sicilia medievale.
Altra branca dei suoi studi è il rapporto tra il Medioevo, il medievalismo e l'opera di J.R.R. Tolkien. A questi temi ha dedicato diversi saggi scientifici.
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