Storia del Talk Show

Il controllo del discorso

di Mario Arturo Iannaccone

Dettagli del corso

Da circa 30 anni si è affacciato nei palinsesti televisivi il cosiddetto «Talk show» un tipo di programma che, per via dei suoi bassi costi e dell’alta attrattività, ha conquistato sempre più spazi.

Possiede caratteristiche dinamiche che gli consentono di modellarsi e modularsi su fasce orarie, contenuti e pubblici differenti, pur costruendosi su regole precise e persino rigide.

Il corso affronta la storia del Talk show, dalle origini a oggi, con particolare focus sul caso italiano, ma senza dimenticare i modelli di riferimento statunitensi, inglesi e francesi.

Perché iscriversi a questo corso?

Per conoscere le caratteristiche di una forma della comunicazione e anche dello spettacolo – il Talk show non è giornalismo puro né informazione pura – che è diventata dominante non soltanto nella televisione generalista ma anche sui nuovi media. Per scoprirne le tecniche, le insidie, i modelli, l’opinione degli esperti e degli storici, e conoscere anche la migliore bibliografia. Per capire l’effetto che ha avuto nel calo della carta stampata, al suo rapporto strettissimo con il sistema dell’informazione più convenzionale assieme a quello dello spettacolo.

A chi è rivolto questo corso?

A chiunque desideri essere più consapevole dei meccanismi comunicativi, produttivi e anche manipolativi che sono insiti nel discorso del Talk show. A storici, studiosi dei mezzi di comunicazione di massa, ricercatori, studenti universitari, laureati, docenti di scuola superiore, cultori di scienze storiche ma anche sacerdoti.

Struttura del corso

Il corso è articolato in 4 lezioni di 1 ora e 30 minuti ciascuna, di cui un’ora dedicata alla formazione più la discussione.

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Programma

Nascita e caratteristiche del format talk show: lo spettacolo della conversazione vede i primi esempi negli Stati Uniti attorno al 1948 e si sviluppa velocemente in quel paese, in Inghilterra e poi in Francia. In Italia si afferma in una forma particolare, che è indirizzata alla didattica e non allo scambio di idee: i primi esempi arrivano alla fine degli anni Settanta. Alcune anticipazioni, alcuni esperimenti verranno inseriti all’interno dei lunghi programmi contenitore domenicali. Una forma particolare erano le Tribune politiche che tuttavia, a causa della struttura rigida, non si avvicinarono mai alla forma del talk show. A un certo punto l’esigenza di produrre “conversazioni” o talk show come vennero subito chiamati, divenne forte per motivi soprattutto economici in seguito alla liberalizzazione delle frequenze televisive.

Lo sviluppo del talk show in USA, Italia, Inghilterra, Francia ma anche in Germania. Quali le principali differenze nazionali, sempre meno evidenti, quali le somiglianze. Il talk show in Italia nasce per riempire la fascia notturna ampliata dall’ingresso delle televisioni commerciali. I programmi di conversazione su temi preferibilmente non impegnativi sono introdotti da Funari e soprattutto da Maurizio Costanzo.

In questo periodo s’impone il nuovo talk show, quello dei “presentatori divi” che tendono a fare opinione. I modelli provengono come sempre dagli Stati Uniti e, in parte, dalla Francia. In questa fase osserviamo l’ascesa di giornalisti che impongono un loro stile, molto ideologico – a differenza del periodo precedente – e che dinamizzano il modello del talk show italiano facendolo diventare un teatro di scontri fra opinioni opposte dove, tuttavia, la struttura stessa dei programmi tende a orientare il pubblico e a creare le tipiche figure del genere: il portatore dell’idea giusta, l’oppositore, il dissidente, il polemico. In particolare, personaggi come Michele Santoro e Gad Lerner a cavallo fra anni Novanta e Duemila rifondano il genere del talk show, imponendo regole ancora oggi in vigore.

La struttura del talk show diviene un teatro della discussione, una rappresentazione del relativismo della verità, dove lo scontro viene privilegiato sull’incontro e la sintesi. La veicolazione delle opinioni emerge dalla struttura e dalla disposizione del talk show contemporaneo e non da ciò che viene detto. Oggi il formato del talk show televisivo è insidiato da fette sempre più consistenti di pubblico dei talk trasmessi su piattaforme come YouTube che ricevono nel tempo breve anche milioni di visualizzazioni. Dal momento che il talk show è un genere oggi molto ideologizzato, il corso intende soprattutto fornire elementi tecnici di valutazione e conoscenza della storia del genere e non entrare nel giudizio dei singoli personaggi.

Videoregistrazione

Per ogni lezione è disponibile la videoregistrazione, nella pagina del corso, per essere fruita “on demand” quando e dove vuoi.

Attestato

Al completamento del corso riceverai l’attestato di partecipazione ufficiale di Schola Palatina.

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Docente

Prof. Mario Arturo Iannaccone

Storico, specializzato in Storia del Cristianesimo all'Università Statale di Milano. Lavora da dodici anni per una fondazione privata a un progetto di ricostruzione della storia industriale del Regno delle Due Sicilie. Collabora con progetti enciclopedici, riviste e ha insegnato materie letterarie con cattedra presso un’Accademia di Belle Arti. Si interessa da molti anni allo studio della cultura popolare, dei media tradizionali e nuovi media e delle dinamiche dell’informazione.

Ha pubblicato oltre una ventina di libri, prevalentemente saggi storici, centinaia di articoli per riviste e quotidiani e romanzi.

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