Scrivere sul corpo: archeologia e semiologia del tatuaggio nel Mediterraneo antico

di Massimo Cultraro

Dettagli del corso

La pratica contemporanea del tatuaggio, oramai divenuta globale e planetaria, impone una più attenta rilettura di questo fenomeno culturale a cominciare dalle prime attestazioni risalenti alla Preistoria. Di questa pratica si sono occupate numerose discipline nel campo delle scienze umane, dall’antropologia culturale all’etno-antropologia, dalla sociologia alla semiotica.

Il corso mira ad offrire un quadro ampio ed articolato sul più antico impiego del tatuaggio in differenti contesti culturali del Mediterraneo antico, dalla Preistoria al mondo romano, attraverso la presentazione di alcuni casi studio poco noti al grande pubblico. L’obiettivo principale è quello di fornire una più vasta riflessione sui metodi e i percorsi epistemologici, attraverso la teoria dei segni, che conducono all’applicazione della scrittura su corpo, fino a coglierne il profondo valore simbolico e, a tratti, anche religioso. Solo attraverso la combinazione di differenti approcci si può elaborare un percorso di indagine orientato a definire motivazioni e scelte sottese a questo antico fenomeno culturale che non è solo un atto estetico, ma in molti casi assume un valore che va oltre la dimensione somatica del segno. In altre parole, nelle società antiche, il tatuaggio veniva percepito come una scrittura sul corpo che partiva da una perdita dell’identità umana per giungere al rimodellamento, simbolico e reale, del corpo.

A chi è rivolto questo corso?

Il corso mira a raggiungere un’ampia platea di studenti, sia di scuole secondarie che del mondo universitario, che desiderano approfondire i metodi di lettura del mondo antico attraverso la combinazione dei modelli antropologici, dell’archeologia e dell’iconografia. Nella medesima prospettiva si collocano dottorandi, studiosi di discipline storiche e umanistiche, i quali mirano a rafforzare la propria formazione nel campo delle scienze del mondo antico, con particolare attenzione alla polisemica relazione tra immagini e corpo umano.

Struttura del corso

Il corso è articolato in 4 lezioni di 1 ora e 30 minuti ciascuna, di cui mezz’ora per le domande.

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Programma

LEZIONE 1 – Origine, diffusione e simbologia della pratica

Origine della pratica nella Preistoria recente; l’apporto degli studi sul folklore e etnoantropologia; una via scientifica italiana al tema del tatuaggio nell’Ottocento; segni e simboli sul corpo.

QUANDO:  2 novembre 2022
ORARIO:  18:30 – 20:00



LEZIONE 2 – Archeologia del tatuaggio

Indagine su alcuni casi studio nel Neolitico europeo e nell’età del Bronzo; statue con tatuaggi; il caso della mummia del Similaun (Bolzano) e la pratica terapeutica; scritture sul corpo nel mondo del Caucaso dell’età del Bronzo; i Greci e il mondo del tatuaggio.

QUANDO:  9 novembre 2022
ORARIO:  18:30 – 20:00



LEZIONE 3 – Antropologia del tatuaggio

I percorsi dell’antropologia culturale, dall’Ottocento ai nostri giorni, sul tema del tatuaggio; il contributo dell’etnografia nella definizione delle motivazioni e scelte del segno; pratiche rituali e soluzioni mediche (uso di sedativi naturali e piante psicotrope); uno sguardo al Giappone antico.

QUANDO:  16 novembre 2022
ORARIO:  18:30 – 20:00



LEZIONE 4 – La mano divina: da segno religioso a banalizzazione del corpo

La scrittura del corpo dalla sofferenza alla bellezza; segni “parlanti” su corpi muti; marchiature rituali e segni del disonore; tatuaggi e segni musicali; la perdita del valore simbolico-religioso alla prospettiva di banalizzazione nelle società postmoderne.

QUANDO:  23 novembre 2022
ORARIO:  18:30 – 20:00

Aula virtuale

Le lezioni si svolgono online all’interno di un’aula virtuale. Durante le lezioni ciascun studente potrà interagire direttamente con il docente attraverso una chat.

Videoregistrazione

Il giorno successivo alla sessione live la videoregistrazione della lezione sarà disponibile nella pagina del corso per essere fruita “on demand” in qualsiasi momento.

Attestato

Al completamento del corso ciascun studente riceverà un attestato di partecipazione ufficiale di Schola Palatina.

Abbonamento

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Docente

Dott. Massimo Cultraro

Massimo Cultraro è archeologo, dirigente di ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e docente di Preistoria e Archeologia Egea all’Università di Palermo. Formatosi presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene, ha conseguito il dottorato di ricerca in archeologia all’Università di Pisa. Vincitore della borsa di studio NATO Advanced Grants, è stato visiting professor presso la Brown University, Providence (USA) e dal 2013 tiene corsi in Preistoria del Mediterraneo all’Università di Göttingen, Germania.

Negli anni 2005-2012 è stato direttore scientifico del progetto di ricostruzione virtuale del Museo di Baghdad, promosso dal CNR e dal Ministero degli Esteri, in seguito premiato al G8 degli Enti di Ricerca a Venezia (2009).

Si occupa di scavi ed esplorazioni in Grecia e in Sicilia, dal 2015 dirige un progetto di ricerca sul Caucaso. Studioso di archeologia, coltiva diversi aspetti della ricerca, con particolare attenzione all’archeologia del sacro e alle più avanzate tecnologie digitali nel campo del Patrimonio Culturale.

Autore di oltre un centinaio di scritti scientifici su riviste nazionali ed internazionali, ha scritto un saggio sulle forme del potere nel mondo minoico (Longanesi 2001), un libro sulla civiltà micenea (Carocci 2006) e da ultimo un lavoro sulla figura di Heinrich Schliemann (Edizioni di Storia 2018).

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