Mortalium animos, un’enciclica profetica (1928)

Mortalium animos, un’enciclica profetica (1928) - Schola Palatina

Come già aveva fatto capire bene la Pascendi di san Pio X, dietro ogni cattiva teologia c’è sempre una cattiva filosofia. La filosofia moderna nelle sue varie ramificazioni e correnti è sempre un posporre la verità ad altro (la libertà, la storia, la materia, l’economia, la società…). Questo avviene anche nell’ecumenismo già condannato da Pio XI nella Mortalium animos, che qui presentiamo a novant’anni da quando venne promulgata: con la scusa della fraternità e della pace dei popoli si vogliono annullare i diritti della Verità e della vera Religione.

Dall’enciclica Mortalium animos di papa Pio XI sono passati novant’anni (1928-1918), ma sembrano essere passati millenni. Perché? Perché tutto è cambiato. E, cosa ancor più significativa, oggi nella Chiesa si fa proprio il contrario di ciò che Pio XI condannò e profeticamente previde.

Un “no” chiaro all’ecumenismo

Nell’enciclica si condanna un certo tipo di ecumenismo, che finisce inevitabilmente per aprire le porte al relativismo religioso: «Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici [quei] tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni. I seguaci di siffatta teoria non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio».

Oggi invece si pensa che, di fatto, tutte le religioni si equivalgano. Addirittura si condanna il cosiddetto “proselitismo”, che poi altro non è che l’evangelizzazione. Così l’uomo, anzi il “fedele” della strada, ormai convinto che ogni confessione vada bene, che le religioni altro non siano, se non tante “vie” che conducono comunque alla stessa meta.

Ma non solo. Nella Mortalium animos papa Pio XI proibiva la partecipazione ai cosiddetti incontri ecumenici: «A tali condizioni è chiaro che la Sede Apostolica non può in nessun modo partecipare alle loro riunioni e che in nessun modo i cattolici possono aderire o prestare aiuti a siffatti tentativi; se ciò facessero, darebbero autorità ad una falsa religione cristiana, assai lontana dall’unica Chiesa di Cristo». Oggi invece gli incontri ecumeni non si contano. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Con lo scandalo continuo di far perdere la fede a chi ce l’ha e di invitare chi sia nell’errore a rimanere nelle sua condizione.

Mortalium animos: inviti incondizionati

Perché si è arrivati a questo punto e perché ha trionfato questo modello ecumenico? Pio XI nell’enciclica afferma una cosa molto interessante, proprio all’inizio del documento:

«Forse in passato non è mai accaduto che il cuore delle creature umane fosse preso come oggi da un così vivo desiderio di fraternità – nel nome della stessa origine e della stessa natura – al fine di rafforzare ed allargare i rapporti nell’interesse della società umana. Infatti, quantunque le nazioni non godano ancora pienamente i doni della pace ed anzi, in talune località, vecchi e nuovi rancori esplodano in sedizioni e lotte civili, né d’altra parte è possibile dirimere le numerosissime controversie che riguardano la tranquillità e la prosperità dei popoli, ove non intervengano l’azione e l’opera concorde di coloro che governano gli Stati e ne reggono e promuovono gli interessi, facilmente si comprende – tanto più che convengono ormai tutti intorno all’unità del genere umano – come siano molti coloro che bramano vedere sempre più unite tra di loro le varie nazioni, a ciò portate da questa fratellanza universale.

Un obiettivo non dissimile cercano di ottenere alcuni per quanto riguarda l’ordinamento della Nuova Legge, promulgata da Cristo Signore. Persuasi che rarissimamente si trovano uomini privi di qualsiasi sentimento religioso, sembrano trarne motivo a sperare che i popoli, per quanto dissenzienti gli uni dagli altri in materia di religione, pure siano per convenire senza difficoltà nella professione di alcune dottrine, come su un comune fondamento di vita spirituale. Perciò sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani e persino coloro che miseramente apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione».

Cattiva teologia, cattiva filosofia

Ecco dunque una chiave di lettura importante. Dietro una certa richiesta di fraternità si nasconde il tipico errore della categoria filosofica della modernità ovvero la dimenticanza della verità. Come già aveva fatto capire bene la Pascendi di san Pio X, dietro ogni cattiva teologia c’è sempre una cattiva filosofia. La filosofia moderna nelle sue varie ramificazioni e correnti è sempre un posporre la verità ad altro (la libertà, la storia, la materia, l’economia, la società…). Questo avviene anche nell’ecumenismo già condannato da Pio XI nella Mortalium animos: con la scusa della fraternità e della pace dei popoli si vogliono annullare i diritti della Verità e della vera Religione.

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