Dottrina e teologia cattolica nell’Inferno di Dante

di Luigi Girlanda

Dettagli del corso

Il corso prende spunto da un passaggio dell’enciclica In præclara summorum di Benedetto XV, scritta in occasione del VI centenario della morte di Dante nel 1921, in cui si legge: “in questo poema, conformemente alla rivelazione divina, risplendono la maestà di Dio Uno e Trino, la Redenzione del genere umano operata dal Verbo di Dio fatto uomo, la somma benignità e liberalità di Maria Vergine Madre, Regina del Cielo, e la superna gloria dei santi, degli angeli e degli uomini. (…) Ed emerge che una sapientissima mente governa in tutto il poema l’esposizione di questi e di altri dogmi cattolici”.

Proprio alla luce di queste premesse, il pontefice allora regnante lamentava (ed è un aspetto purtroppo ancora attuale) come nelle scuole pubbliche il poema spesso non arrecasse quel nutrimento spirituale che lo stesso Dante intendeva dare ai suoi lettori, dato che, oggi come ieri, l’insegnamento “laico” non sempre conosce e fornisce i presupposti dottrinali su cui il Sommo Poeta ha eretto tutto il suo immortale lavoro.

Il presente corso, quindi, lontano dai tecnicismi scolastici (pur importanti e utili, ma che finiscono spesso per appesantire la lettura e la comprensione del pensiero di Dante), mira a mettere in luce, con un carattere volutamente divulgativo ma non superficiale, l’impianto dottrinale squisitamente cattolico che plasma praticamente ogni terzina della Divina Commedia. Attraverso dei piccoli carotaggi tra i vari canti dell’Inferno (il corso si limita necessariamente alla prima cantica) si cercherà quindi di fornire quelle conoscenze dottrinali sulle quali purtroppo la scuola sorvola, arrecando grave danno alla comprensione autentica del capolavoro di Dante. “È, infatti, assai deplorevole – scriveva ancora papa Benedetto XV – il sistema ufficiale odierno di educare la gioventù studiosa come se Dio non esistesse e senza la minima allusione al soprannaturale. Poiché sebbene in qualche luogo il « poema sacro » non sia tenuto lontano dalle scuole pubbliche e sia anzi annoverato fra i libri che devono essere più studiati, esso però non suole per lo più recare ai giovani quel vitale nutrimento che è destinato a produrre, in quanto essi, per l’indirizzo difettoso degli studi, non sono disposti verso la verità della fede come sarebbe necessario”.

Perché iscriversi a questo corso?

Una delle più gravi carenze che oggi si avvertono è quella di una seria formazione culturale, che purtroppo la scuola e l’università non sembrano più in grado di fornire. La società dell’informazione è diventata quella della deformazione, ossia della perdita dei valori fondamentali, necessari a orientare la nostra vita nell’epoca confusa che attraversiamo. In tale panorama di crisi educativa l’Accademia di Alti Studi Schola Palatina, attraverso i suoi docenti accuratamente selezionati, si propone di offrire una formazione e un orientamento, in coerenza con i princìpi perenni e universali della legge naturale e cristiana.

A chi è rivolto questo corso?

Studenti universitari, laureati, dottorandi, ricercatori, rappresentanti politici locali, regionali, nazionali, funzionari e dirigenti della Pubblica Amministrazione, appartenenti alle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, diplomatici e funzionari delle Ambasciate estere.

Struttura del corso

Il corso è articolato in 4 lezioni di 1 ora e 30 minuti ciascuna, di cui un’ora dedicata alla formazione più la discussione.

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Programma

Videoregistrazione

Per ogni lezione è disponibile la videoregistrazione, nella pagina del corso, per essere fruita “on demand” quando e dove vuoi.

Attestato

Al completamento del corso riceverai l’attestato di partecipazione ufficiale di Schola Palatina.

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Docente

Prof. Luigi Girlanda

Luigi Girlanda è docente di ruolo di Filosofia e Scienze umane presso il Liceo “Mazzatinti” di Gubbio (PG). Si è laureato in Filosofia nel 1999 presso l’Università degli studi di Perugia con una tesi sul “Problema di Gesù nel pensiero di Jean Guitton”. Nel 2003 si è diplomato in Scienze Religiose presso l’Istituto teologico di Assisi con un elaborato sulla dimensione ebraica di Gesù. Dal 2016 è iscritto all’Albo dei Giornalisti presso l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Albo “Pubblicisti”. Da qualche anno è collaboratore della rivista di apologetica “Il Timone”, con cui ha curato anche importanti voci del “Dizionario del pensiero pericoloso” e del “Dizionario dei cattolici illustri”.

Nel 2006 ha fondato l’Associazione culturale “Benedetto XVI”, di cui è presidente, e che è stata oggetto nel 2013 di un prestigioso riconoscimento dal parte dello stesso pontefice Benedetto XVI il quale, con lettera a firma autografa, si è complimentato per quanto l’associazione sta facendo “per il rinnovamento e approfondimento della cultura cattolica nel nostro tempo”.

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