Che cos’è l’ignoranza invincibile?

Che cos'è l'ignoranza invincibile? - Schola Palatina

In morale naturale per ignoranza invincibile o per coscienza erronea inconsapevole si intende un’assenza totale di conoscenza del disvalore di un atto che, allo stato attuale, è impossibile da superare perché domina la coscienza in modo assoluto.
Per esemplificare potremmo far riferimento ad alcune popolazioni tribali che nel passato ritenevano giusto compiere sacrifici umani. Oppure pensiamo ad un bambino piccolissimo che tende a rompere qualsiasi oggetto preso in mano. Oppure ad un bambino che gli viene insegnato dai genitori, dai parenti, dagli amici, dagli educatori che mentire per un fine buono è atto lecito.

Per le persone che hanno un certo grado di maturità l’ignoranza assume la qualifica di invincibile quando il soggetto non sospetta minimamente che la propria opinione è errata e quindi deve essere abbandonata, anche dopo studio, riflessione, confronto con altre persone etc. In breve è interiormente convinta di essere nel giusto.

L’ignoranza invincibile: colpevole e incolpevole

Tale ignoranza è incolpevole se il soggetto ha fatto tutto quello che era in suo potere per rendersi conto dell’errore, ma non è riuscito a convincersi. Se invece poteva uscire dal suo stato di ignoranza e non l’ha fatto per pigrizia, per timore, per convenienza, etc. allora è colpevole perché trattasi di ignoranza che poteva essere superata, sebbene ora risulti invincibile.
Ad esempio pensiamo ad un operaio il quale non sapeva che se non abbassava una certa leva di un certo macchinario ad un certo punto della lavorazione questo poteva esplodere. Trattasi di ignoranza colpevole perché vincibile: l’operaio avrebbe dovuto leggersi il manuale di istruzione o non avrebbe dovuto distrarsi quando gli fu spiegato il funzionamento del macchinario. Detto ciò poniamoci però una domanda: se il libretto d’istruzioni non fosse esistito o se nessuna spiegazione gli fosse mai stata data? In questi casi l’ignoranza era invincibile posto che il danno futuro non fosse intuibile secondo le competenze del soggetto.

A volte l’ignoranza invincibile è colpevole perché esito ultimo di numerosi atti malvagi, piccoli o grandi che siano, compiuti liberamente nel corso del tempo.
Ad esempio un adolescente è cosciente dei danni che provoca l’assunzione della cannabis, ma frequenta cattive compagnie ed inizia a fumare cannabis. Così comportandosi si convince gradualmente e in modo incontrovertibile che fumare cannabis è azione lecita. E dunque nel giudizio morale anche quell’ultimo spinello fumato in stato di ignoranza invincibile è atto colpevole perché frutto/esito di atti colpevoli precedenti. È il ragazzo che ha condotto liberamente se stesso in una condizione di ignoranza invincibile. È come costruire volontariamente una cella in cui rinchiudersi e da cui poi non è più possibile fuggire: tale prigionia dell’ignoranza è stata voluta, quindi è colpevole.

Per esemplificare ancora, si è venuto a sapere che i mafiosi che compirono la strage di Capaci, quello stesso giorno brindarono perché assolutamente convinti di aver compiuto un’azione giusta. Per loro era come aver sconfitto un nemico in guerra e quel nemico si chiamava Stato. Trattasi di un caso di ignoranza attualmente invincibile e nello stesso tempo colpevole, perché frutto di scelte criminali libere perpetuate nel tempo. È uno dei frutti amari del vizio che può essere definito come la ripetizione nel tempo di atti malvagi. Il vizio, infatti, può non solo infiacchire la volontà, ma anche portare ad obnubilare l’intelletto il quale diventa impotente nel distinguere il bene dal male.

Lo “stato attuale”

Più sopra abbiamo scritto che per ignoranza invincibile si intende un’assenza totale di conoscenza del disvalore di un atto che, allo stato attuale, è impossibile da superare perché domina la coscienza in modo assoluto. Occorre sottolineare la condizione “allo stato attuale”. Infatti nessuna ignoranza può essere per sempre invincibile. In futuro l’ignorante attualmente invincibile potrebbe ricredersi. Dunque c’è sempre la possibilità che l’intelletto della persona si apra al vero e al bene, sia per motivi di carattere naturale sia per motivi di carattere soprannaturale.

Insomma, esistono sempre dei rimedi.

Nel primo caso, tra i molti esempi, possiamo rammentare l’inclinazione della natura umana che tende sempre al bene e che quindi è di stimolo continuo alla coscienza per ben operare, rappresenta sempre una voce, seppur a volte assai flebile, che è di monito e richiama con costanza al bene; poi possiamo ricordare il consiglio di persone sagge, l’esempio di uomini virtuosi, i danni provocati dalla propria coscienza erronea o da altri fatti che non interessano direttamente il bene non riconosciuto, ma che possono rappresentare un salutare scossone perché la stessa coscienza si ridesti al bene. Inoltre anche le sanzioni, di varia natura da quelle giuridiche a quelle sociali come la riprovazione collettiva di un certo comportamento, possono sortire un effetto terapeutico per superare un certo stato di profonda e radicata ignoranza. 

In merito alle cause soprannaturali capaci di scardinare una condizione di coscienza inconsapevolmente erronea possiamo indicare la grazia di Dio che può agire direttamente senza strumenti intermedi oppure attraverso i sacramenti; la preghiera sia della persona che versa in questo stato (una preghiera, non necessariamente fatta con l’intenzione di superare la propria supposta ostinazione, può comunque sortire effetti positivi per questo scopo) sia di terzi che desiderano che la persona abbandoni questa sua condizione (ma, come abbiamo appena visto, l’intenzione di chi prega potrebbe essere anche differente: Dio potrebbe rispondere alle richieste contenute nella preghiera con grazie diverse e quindi inaspettate), l’offerta di sacrifici compiuti sia dalla persona interessata che da terzi (anche in questi casi l’offerta può essere rivolta ad ottenere grazie differenti, ma ciò non preclude che l’azione di Dio si orienti poi a dissipare la nebbia di ignoranza intorno al cuore e alla mente di chi versa in uno stato di ignoranza invincibile).

TUTTI I CORSI DI TOMMASO SCANDROGLIO

ALTRI CORSI

Rimani aggiornato

Ti interessa Schola Palatina?

Lasciaci la tua email e ti contatteremo per tenerti aggiornato sulle nostre proposte formatve

X