Santa Brigida d’Irlanda, è esistita veramente?

Santa Brigida d'Irlanda, è esistita veramente? - Schola Palatina

Sebbene esistano fonti agiografiche talvolta incomplete o discordanti fra di loro sui dati o sulle date, non per questo le personalità a cui esse fanno riferimento sono da relegare nel mito e nella leggenda. Questo è il caso di santa Brigida d’Irlanda, storicamente esistita e seconda patrona dell’isola al largo delle coste del Galles e dell’Inghilterra, dopo san Patrizio (385-461), il vescovo evangelizzatore di quella verde terra.

Santa Brigida d’Irlanda, la sua vita e l’influenza di san Patrizio

Santa Brigida d’Irlanda o Brigida di Kildare, che non è da confondere con l’omonima e celebre santa Brigida di Svezia (1303-1373), nacque a Faughart nel 451 e morì a Kildare il 1º febbraio 525.

Molto probabilmente san Patrizio e santa Brigida non si conobbero mai, ma il vescovo di origini scozzesi ebbe su di lei un’influenza notevole a riguardo della sua vocazione religiosa. Brigida rappresenta proprio una delle più significative testimonianze della spiritualità che sorse dalla conversione al cristianesimo delle popolazioni celtiche che abitavano l’Irlanda.

I suoi genitori erano Dubhthach, un capo pagano di Leinster, e Brocca, una schiava cristiana pitta (etnia celtica), che era stata battezzata da san Patrizio. Alcuni storici ipotizzano che la madre di Brigida fosse nativa del Portogallo e che fu rapita da pirati irlandesi per poi essere condotta in Irlanda come schiava, una sorte toccata anche a san Patrizio.

Santa Brigida si convertì al cristianesimo nel 468, quando aveva solo 6 anni e da allora prese a desiderare la vita religiosa, svolgendo una quotidianità fatta di preghiera e di carità. Il padre si oppose fortemente a quel modo di essere della figlia e si arrabbiava quando lei donava ai poveri latte, burro, farina… Quando poi donò la spada cerimoniale del padre ad un lebbroso, Dubhtnach si rassegnò e lasciò che Brigida abbracciasse la consacrazione a Cristo.

Ricevette il velo monacale dal vescovo san Melis di Ardagh (?-488) e scelse la vita cenobitica. Fondò il convento di Clara, nella contea di Offaly, in seguito, ritiratasi in una cella ai piedi di una quercia, diede vita all’abbazia di «Kildare», ovvero «Chiesa della quercia», eretta nel 470; si trattava di un monastero doppio, femminile e maschile, di cui era badessa. Infatti, nella Chiesa medievale accadeva che una donna governasse entrambi i rami, pensiamo anche ai modelli di santa Brigida di Svezia oppure a forme diverse, come alla «famiglia spirituale» della terziaria domenicana santa Caterina da Siena (1347-1380).

Brigida e tutte le badesse che le succedettero a Kildare ebbero un’autorità amministrativa pari a quella di un vescovo, fino al Sinodo di Kells del 1152.

L’abbazia di Kildare divenne uno dei monasteri più prestigiosi d’Irlanda e divenne celebre in tutta l’Europa cristiana. Nello scriptorium abbaziale venne addirittura trovato il famoso Libro di Kells, conosciuto come Grande Evangeliario di san Columba, uno straordinario manoscritto miniato, realizzato da monaci irlandesi intorno all’800, vero e proprio capolavoro artistico. Questo testo racchiude i quattro Vangeli in latino, accompagnati da note introduttive ed esplicative, il tutto corredato da numerose illustrazioni e miniature riccamente cromatiche. Attualmente è in mostra permanente alla biblioteca del Trinity College di Dublino.

Quando Brigida morì a Kildare fu sepolta in una tomba davanti all’altare maggiore della chiesa della sua abbazia. Successivamente, le spoglie furono traslate a Downpatrick per riposare insieme agli altri due santi patroni d’Irlanda, san Patrizio e san Columba di Iona (521-597); mentre il suo cranio è stato portato a Igreja de Sao Joao Baptista (Lumiar) a Lisbona, in Portogallo.

Brigida di Kildare, tra tradizione e spirito evangelizzatore

La tradizione racconta che un capo pagano locale, forse il padre stesso di Brigida, si trovava in punto di morte e la santa, chiamata dai cristiani al suo capezzale, iniziò a dirgli buone parole mentre intrecciava con dei giunchi una croce, quindi l’uomo si calmò dal delirio cui era in preda e le pose diverse domande, alle quali la badessa rispose con grande efficacia catechetica e quando finì l’artigianale croce, egli si convertì e le chiese di essere battezzato.

Il primo biografo di santa Brigida d’Irlanda fu un monaco di Kildare, Cogitosus, del quale non conosciamo le date di nascita e di morte, ma sappiamo che stilò la Vita Brigidae intorno al 650.
In seguito comparvero altri lavori agiografici, di cui un testo scritto da san Donato da Fiesole (? – tra il 874 e l’877), missionario irlandese che nel IX secolo fondò una chiesa intitolata a santa Brigida a Piacenza.

I missionari irlandesi, seguaci di San Patrizio e di san Colombano (540 ca.-615), compresa la stessa santa Brigida, badessa dell’abbazia delle Querce, percorsero chilometri e chilometri di strada a piedi, armati della loro cultura, dei loro splendidi libri e di un fortissimo spirito evangelizzatore. I numerosi pellegrini irlandesi che nel Medioevo percorrevano l’Europa, contribuì alla diffusione del culto di colei che è chiamata «Maria dei Gaelici» in diversi luoghi, in particolare in Francia e in Italia.

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